Approccio artistico
Premiato con il Leone d’Oro della Biennale di Venezia nel 2015 per l’integralità della sua opera e con il Praemium Imperiale a Tokio nel 2017, El Anatsui è famoso per le sue sculture in legno e i suoi assemblaggi complessi di materiali riciclati. Alla fine degli anni ‘70, privilegia l’uso di cocci di vetro e frantumi di ceramica. Due decenni dopo, realizza le sue prime opere in “tessuto” a base di “materiali poveri”.
El Anatsui attinge la propria ispirazione nelle tradizioni africane del riciclaggio e nella rivisitazione di oggetti usurati lavorati a mano. Ha saputo dare al ricupero il ruolo fondamentale del suo processo creativo. Le sue opere interrogano gli scambi commerciali mondiali, la distruzione, la trasformazione dei materiali, simboli degli eventi vissuti dal continente africano.
CIRE PERDUE, 2019
“Perché le navi, perché le barche? È, per me, il segno della partenza, la barca, è quello che serve a trasportare gli esseri umani, le idee e i materiali. La nave si sacrifica in un certo senso, per trasportare esseri e materiali di ogni genere. L’opera si chiama Cire perdue, come un’opera persa, una vita persa. La nave si sacrifica trasportando esseri umani e materiali: è, di solito, orizzontale e, qui, viene utilizzata verticalmente. Sono navi morte che sono state erette per celebrarli. È la glorificazione di coloro che hanno sacrificato la propria vita, come un’elevazione verso il cielo in una straordinaria scultura. La nave si sacrifica, come quando viene colato il bronzo e viene persa la cera. L’energia è persa per permettere l’esistenza di un’altra cosa. È l’emergere di nuove cose che viene celebrato qui. La nave comporta una colona vertebrale di bronzo. C’è una conversione in bronzo delle navi, con la ciotola alla sommità che permette di erogare la cera.” El Anatsui
UGWU, 2016
È una straordinaria collina fatta di tondelli di legno, materiali da recupero, lastre di stampa e colori cangianti, che l’illustre artista ghanese ha progettato nel cuore del Parco Storico.
XiXe, 2015
Questa monumentale installazione murale di El Anatsui, composta da migliaia di etichette e tappi di bottiglie in alluminio, forma un paesaggio sublime d’oro e d’argento. Le opere dai colori vivi e cangianti dell’artista sono ispirate alle grandi stoffe kente, pezzi con motivi simbolici indossati dai dirigenti politici ghanesi.
DATI BIOGRAFICI
EL ANATSUI
GHANA

El Anatsui è nato a Anyako (Ghana) nel 1944. Vive e lavora a Nsukka (Nigeria). Laureato del Collegio d’arte dell’Università di Scienza e Tecnologia di Kumasi nel Ghana (1969), completa la sua formazione classica con l’apprendimento delle antiche tecniche della cultura ashanti: incisione, ceramica, terracotta… Negli anni ‘70, integra il gruppo di artisti nigeriani Nsukka, associato all’Università del Nigeria. Inoltre, è stato insegnante presso l’Università del Nigeria dal 1975 al 2011.
Nel 1990, è uno dei cinque artisti scelti per rappresentare l’Africa alla 44a Biennale di Venezia.
Nel 2013, vince il prestigioso premio Charles Wollaston Award per la sua opera TSIATSIA - searching for connection. Questo gigantesco tendaggio dai colori cangianti, creato a partire da materiali di ricupero, decorava la facciata della Burlington House, durante l’esposizione dell’estate 2013 della Royal Academy of Arts a Londra (Royal Academy’s 245th Summer Exhibition).
Nel 2014, El Anatsui è stato promosso al grado di Accademico onorario della Royal Academy of arts di Londra.
Nel 2015, riceve il Leone d’Oro alla Biennale di Venezia per l’insieme delle sue opere.
Nel 2017, il prestigioso Praemium Imperiale premia l’artista nella categoria scultura.
EL ANATSUI