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Stagione d’arte 2020

Pascal Convert

"Bibliothèque cristallisée" e "Ceux de 14"
Il Castello

Démarche artistique

Bibliothèque cristallisée
Spiritualità, memoria e significato sono al centro dell'opera di Pascal Convert, misteriosa e profonda. Il suo lavoro riguarda essenzialmente l'impronta e il rifiuto dell'oblio. Mantiene particolari legami con tutto ciò che è scomparso, sia che si tratti di oggetti che di esseri. Spesso utilizza il processo della cristallizzazione: il vetro fuso viene versato sugli oggetti e attacca gradualmente il materiale dei libri o il legno delle sculture, come se fosse una transustanziazione, un'alchimia particolare che conserverebbe l'anima del testo.
La "cristallizzazione del libro perduto" consiste nel distruggere un libro e il suo contenuto per mezzo del vetro fuso che prenderà gradualmente il posto del libro. Il risultato è un oggetto spettrale, un libro cristallizzato che reca con sé una memoria vetrificata. I resti carbonizzati del libro originale rimangono al centro della scultura.
L'impronta, la traccia sono temi onnipresenti nell'opera di Pascal Convert, legati al tema della guerra, della distruzione e della resistenza. "Spesso usa processi di imprinting e di replica per svelare le tracce lasciate dalla storia, utilizzando materiali come la cera, il metallo o il vetro. È con l'aiuto di un maestro vetraio che realizza, per trasmutazione, un duplicato di questi libri, causando contemporaneamente la distruzione degli originali. Dopo il raffreddamento, di ogni libro rimane una replica in vetro, congelata per l'eternità, che conserva nel suo materiale la traccia dell'originale e della sua distruzione a causa del fuoco. Questi frammenti ricordano le innumerevoli biblioteche incendiate dalle potenze totalitarie".
È proprio nella biblioteca delle Broglie, distrutta da un incendio nel 1957, che Pascal Convert installa i suoi libri cristallizzati dal fuoco come giusta rivalsa delle opere bruciate.
 
CEUX DE 14
L'artista presenterà anche dei ceppi, realizzati in legno rivestito con inchiostro di china e altri vetrificati, provenienti dai campi di battaglia di Verdun. Travolgenti, pieni di ricordi sovrapposti, lasciano un'impronta potente nella mente.
"Il ceppo è un oggetto di profondità, ma anche di estensione: è ancora legato alla radice, e già proviene dai rami. Comprime un'intera energia nella sua massa, ma la dispiega anche nelle sue piante, nei suoi tentacoli, nelle sue spine. Evoca la vita in movimento, con le sue matasse di perturbazioni dinamiche, così come la vita a riposo, con il suo aspetto fossilizzato, già minerale. Le sue configurazioni grafiche lo rendono un oggetto cesellato, ornamentale, eccessivamente preciso e prezioso; ma la sua massa brutale, arida, lacerata lo rende qualcosa che evocherà facilmente un grande detrito, i resti di una catastrofe torrenziale. Il ceppo è tanto necessario, come organismo di crescita, quanto contingente come residuo di un fulmine. È tanto coerente nel terreno in cui cresce quanto irregolare e assurdo nel terreno in cui lo si depone. Il ceppo è un volume di tempo organico, poiché concentra tutta la gestazione, tutta la crescita dell'albero che sostiene. Ma è anche una rete spaziale, il fondamento scultoreo e il sistema grafico dello svolgersi del luogo che l'albero finisce sempre per realizzare". Georges Didi-Huberman, La demeure, la souche, apparentements de l'artiste, 1999.

DATI BIOGRAFICI

Pascal CONVERT
FRANCIA
 
 
Figlio di un artista, Pascal Convert è nato nel 1957 a Mont-de-Marsan. È allo stesso tempo artista visivo, scrittore e regista, e qualifica il suo lavoro come archeologia dell'architettura, dell'infanzia, della storia, del corpo e del tempo. Utilizza materiali come il vetro e la cera che evocano il passare del tempo, la luce e gli effetti persistenti del passato. Nel 1987, mentre viveva a Bordeaux, ricopre i pannelli di legno di una stanza del suo appartamento con lastre di vetro, dando inizio alla serie Appartement de l'artiste. Nel 1989 e nel 1990 risiede a Villa Medici a Roma. Il 1992 è l’anno della sua prima mostra personale importante al CAPC di Bordeaux. Nel 1997 è invitato dal filosofo e storico dell'arte Georges Didi-Huberman a partecipare alla mostra L'Empreinte al Centre Pompidou, insieme a Giuseppe Penone, Man Ray, Alain Fleischer... Georges Didi-Huberman gli ha dedicato diversi libri editi da Minuit e lo affianca a numerose mostre. Nel 2002 inaugura il suo Monumento alla memoria dei combattenti della Resistenza e degli ostaggi fucilati a Mont Valérien tra il 1941 e il 1944 (Mémorial de la France combattante, Suresnes). Si tratta di una commissione del Ministero della Difesa su proposta di Robert Badinter. Davanti alla cappella in cui i condannati sono stati rinchiusi prima di essere portati sul luogo della loro esecuzione, Pascal Convert erige una campana di bronzo di 2,70 x 2,18 m sulla quale sono incisi i nomi dei caduti. Come continuazione di questo lavoro, realizza il documentario Mont Valérien, in nome di coloro che sono stati fucilati nel 2003.
Nel 2007, la sua mostra Lamento al Mudam (Lussemburgo) propone sculture in cera ispirate a foto emblematiche della stampa: La Pietà del Kosovo Raymond Aubrac: résister, reconstruire, transmettre (Seuil, 2011), e dedica due documentari a questo personaggio. Due anni dopo viene pubblicato il racconto autobiografico La Guerre qui vient n'est pas la première: 1914-201 4 al Museo d'Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto in Italia. Nel 2016 partecipa alla mostra transdisciplinare
Nel 2008 completa una serie di vetrate per l'abbazia di Saint Gildas des Bois (Loire-Atlantique). Espone poi una monumentale scultura in cristallo, Le Temps scellé: Joseph Epstein et son fils, in occasione della Force de l'Art al Grand Palais (Parigi) nel 2009. Gira il documentario Joseph Epstein: buono per la leggenda. Dopo quattro anni di lavoro, pubblica una nuova biografia di Raymond Aubrac: résister, reconstruire, transmettre (Seuil, 2011), e dedica due documentari a questo personaggio. Due anni dopo viene pubblicato il racconto autobiografico La Constellation du Lion (Grasset). Nel 2014 partecipa alla Biennale di Busan in Corea del Sud e alla mostra collettiva La Guerre qui vient n'est pas la première: 1914-2014 al Museo d'Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto in Italia. 
Nel 2016 partecipa alla mostra transdisciplinare Soulèvements al Jeu de Paume. L’anno è contraddistinto soprattutto da un invito dell’ambasciata di Francia in Afghanistan per commemorare il 15° anniversario della distruzione dei Buddha di Bâmiyân da parte dei talebani. Pascal Convert avvia una missione in collaborazione con la società ICONEM, specializzata nell'archeologia delle zone di conflitto. Con i droni, scansiona l'intera scogliera di Bâmiyân e rende le immagini liberamente accessibili alla comunità scientifica mondiale. Con una macchina fotografica ad alta precisione, fa una "impronta fotografica" del luogo in cui le statue monumentali furono scolpite circa 1.600 anni fa.
En 2019, la Galerie Éric Dupont lui consacre une exposition personnelle, Soulèvementsal Jeu de Paume. L’anno è contraddistinto soprattutto da un invito dell’ambasciata di Francia in Afghanistan per commemorare il 15° anniversario della distruzione dei Buddha di Bâmiyân da parte dei talebani. Pascal Convert avvia una missione in collaborazione con la società ICONEM, specializzata nell'archeologia delle zone di conflitto. Con i droni, scansiona l'intera scogliera di Bâmiyân e rende le immagini liberamente accessibili alla comunità scientifica mondiale. Con una macchina fotografica ad alta precisione, fa una "impronta fotografica" del luogo in cui le statue monumentali furono scolpite circa 1.600 anni fa.

PASCAL CONVERT

MOSTRE PERSONALI (SELEZIONE)

2023
Voyage dans les ruines, Musée des beaux-arts, Lyon, France
Histoire des pierres, Villa Mécidis, Rome, Italy
Vestigium, Domain of Chaumont sur Loire, France
Les voix qui se sont tues, Galerie RX, Paris, France
 
2022
La beauté du diable, FRAC Franche-Comté, France
Le temps du sacré, Le Voyage à Nantes, Passage Sainte Croix, France
Miroir des temps, Cimetière Miséricorde, Le Voyage à Nantes, France
 
2021
Memento Marengo, exposition Napoléon? Encore!, Dôme des Invalides, Paris, France
Chambre intérieure, Domain of Chaumont, France
La falaise, la Grotte, Bâmiyân 20 ans après, Musée du Louvre-Lens (until 2025), France
Des images et des hommes, Musée Guimet, Paris, France
 
2020
Memento, Domain of Chaumont, France
Trois arbres, Galerie Éric Dupont, Paris, France
De Lascaux à Bâmiyân, Lascaux IV, France
 
2018
Revoir Bâmiyân, Musée Guimet, Paris, France
 
2017
Bâmiyân, Galerie Éric Dupont, Paris, France
Bâmiyân, Studio National du Fresnoy, Tourcoing, France
 
2014
Passion, Galerie Éric Dupont, Paris, France
 
2011
Histoire-Enfance, Galerie Éric Dupont, Paris, France
 
2009
Joseph Epstein, Galerie Éric Dupont, Paris, France
Lamento, Mudam, Luxembourg
 
2002
Native Drawing et Native Movies, Carré Saint Anne et ESBAMA, Montpellier, France
Le mois de la photo à Montréal, Galerie de l’UQUAM, Montreal, Canada
Site Odéon 5, Galerie Verney-Carron, Paris, France
Obayashi Corporation, permanent work, Tokyo, Japan
Native Drawing, FRAC Picardie, France
 
1996
Villa Arson, Nice, France
Crosby Street Space, New York, USA
Un mur à Marrakech, Morocco
Le Casino, Musée d’art contemporain du Luxembourg
 
1992
CAPC - Musée d'Art contemporain de Bordeaux, France
Bonner Kunstverein, Bonn, Germany
 
1991
Autoportrait, École des Beaux-Arts de Mâcon, France
 
1990
Halle Sud, Geneva, Switzerland
 
1984
Galerie J&J Donguy, Paris, France

MOSTRE COLLETTIVE (SELEZIONE)

2018
Débris et collages, LAM, Musée de Villeneuve d’Ascq, France
Melancholia, Fondation Boghossian, Brussels, Belgium
Soulèvement, Galerie de l’UQUAM, Montreal, Canada
Soulèvement, Museo Universitario Arte Contemporaneo de Mexico, Mexico
 
2017
Soulèvement, Galerie Nationale du Jeu de Paume, Paris, France
Soulèvement, Museu Nacional d’Art de Catalunya de Barcelone, Spain
Soulèvement, Museo de ka Universidad de Tres Ferrero de Bueno Aires, Argentina
 
2015
Là où commence le jour, LAM, Musée de Villeneuve d’Ascq, France
L’effet vertigo, MacVal, Paris, France
 
2014
Trop humain, artistes des XXe et XXIe siècles devant la souffrance, Musée international de la Croix-Rouge et du Croissant-Rouge, Geneva, Switzerland
Atlas, Palais de Tokyo, Paris, France
La guerra che verrà non è la prima 1914 – 2014, MART/Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, Rovereto, Italy
 
2013
Atlas, Fondation Falkenberg Hamburg, Germany
 
2012
Atlas, Studio National du Fresnoy, Tourcoing, France
 
2011
Atlas, Musée Reina Sofia, Madrid, Spain
Atlas, ZKM, Karlsruhe, Germany
 
2009
La force de l’art, Grand Palais, Paris, France
 
2004
Le printemps de septembre, Couvent des Jacobins, Toulouse, France
 
2000
5e Biennale d’art contemporain de Lyon: partage d’exotismes, Lyon, France
Galerie Pietro Sparta, Chagny, France
 
1998
L’œil et l’esprit, Museum of modern art of Gunma, Iwaki City Museum; Museum of modern art of Wakayama, Japan
 
1997
L’empreinte, Centre Georges Pompidou, Paris, France
 
1996
Galerie Pietro Sparta, Chagny, France
Double mixte, Galerie Nationale du Jeu de Paume, Paris, France
 
1995
CAPC - Musée d'Art contemporain de Bordeaux, France
 
1994
Musée Kouskovo, Moscow, Russia
 
1993
Le génie du Lieu, Rouen, France
 
1989
Villa Médicis hors les murs, Grenade, Spain
CAPC - Musée d'Art contemporain de Bordeaux, France

Sur le web