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Il giardino

Questo giardino ci porta in città sul tetto di un grattacielo, e mostra tutti le potenzialità di un giardino urabno fuori della terra.
Come non rimanere affascinati da queste piante che, oltre 100 milioni di anni fa, erano terrestri e che, per sopravvivere in un ambiente ostile, si sono evolute in modo da abbandonare la loro natura terrestre e assumere quella di epifite? E come non essere grati a Lucy di essere finalmente scesa dal suo albero in Eritrea, 99 milioni di anni dopo?
Oggi, le api non supportano più il loro status di oneste operaie ragricole e in campagna muoiono per l'effetto combinato degli insetticidi sparsi sul girasole, sul mais e sugli alberi da frutta. Se la metà sopravvive, quelle che hanno raggiunto la città prosperano, a quanto sembra, in alveari installati sui tetti delle nostre città.
Anche gli uomini si rifugiano nelle città in cerca delle risorse che la campagna non riesce più a dargli. Tuttavia i loro giardini hanno difficoltà a conquistare un posto al sole. Così, come le epifite, dovranno adattarsi a svilupparsi in altezza. Il giardino del futuro è sulla città. La contempla, e così ammira anche la sua vasta estensione. Se è sradicato, si adatta e si ispira alla tecnologia delle risorse: coltura senza terra, varietà di piante epifite, coltura idroponica, stuoie vegetali, energia solare, nebulizzazione…
Così una delle più grandi scoperte della biodiversità è ancora oggi la ricchezza della canopea, giardino fuori terra formato dal tetto delle chiome delle foreste primarie. Seguendo la farmacopea, il giardinaggio si interesserà alla prospettiva di estendere questo grande mondo al tetto delle città. Il mondo vegetale colonizzerà le metropoli, nutrendosi della loro acqua, della loro aria e dei loro rifiuti. In quanto ai giardinieri, saranno lì per orchestrare questa simbiosi nell’ecumene e apprezzare la diversità dei suoi benefici.

PROGETTISTI

Chilpéric DE BOISCUILLÉ, Raphaëlle CHÉRÉ, Pauline SZWED e Benjamin HAUPAIS
FRANCIA
 

Da sinistra a destra: Chilpéric de Boiscuillé, Raphaëlle Chéré, Pauline Szwed e Benjamin Haupais

Chilpéric de Boiscuillé, appena diplomato dal rigoroso politecnico di Losanna, si vede offrire un posto di assistente all'École Speciale d'Architecture di Parigi e una commessa gratuita della Clinica Psichiatrica di Chailles (Loir-et-Cher). Per realizzarla coinvolgerà i suoi studenti architetti nella progettazione e nella costruzione, che effettuerà con materiali di recupero, seguendo il principio che orienterà la sua vita professionale, quello di costruire all’insegna del rigore e dell’economia. Nel 1993, su richiesta di Jack Lang, fonda l'École Nationale Superieure de la Nature et du Paysage a Blois, e non smette mai di combattere il gesto formalista di una certa concezione del paesaggio per fare “emergere dal terreno, dopo una diagnosi sensibile, poi scientifica e tenica, il senso del progetto." Nel 2009 fonda SATIVA paysage SARL, con degli ex allievi ingegnieri paesaggisti.

Raphaëlle Chéré è ingegnere paesaggista laureata nel 2007 all'École Nationale Supérieure de la Nature et du Paysage di Blois. Sviluppa un approccio sensibile nei confonti degli spazi, con la volontà di creare un legame durevole con la città e di mettere l'utente al centro del progetto. Ha lavorato in particolare su luoghi intergenerazionali (giardino terapeutico, legame uomo-vegetale) e ha pubblicato numerosi articoli in materia. Dopo due anni passati nel SETEC TPI, sul punto di prendere la maîtrise d’œuvre technique, nel 2009 entra a far parte di SATIVA paysage, per condividere un approccio progettuale umanista, pragmatico ma anche ludico, in una ricerca permanente di nuovi modi di progettare insieme. Nel 2010, con l’équipe SATIVA, ha realizzato il "giardino migratore" per il festival nazionale dei giovani creatori Imaginez maintenant, nei giardini galleggianti di Amiens.

Pauline Szwed è ingegnere paesaggista diplomata nel 2007 all'École Nationale Supérieure de la Nature et du Paysage di Blois. Le sue esperienze professionali in Francia con équipe di architetti, urbanisti e ingegneri; all'estero in Canada, Perù, Nuova Caledonia, Libia e Cina, le permettono di costruire un approccio multidisciplinare, culturale e sensibile al progetto del paesaggio. Operando anche nella progettazione di giardini effimeri, partecipa alla realizzazione di installazioni spaziali per il festival «Paysages éphémères» di Montreal e la manifestazione culturale Imaginez maintenant, nei giardini galleggianti di Amiens.

Benjamin Haupais frequenta il quarto anno all'École Nationale Superieure de la Nature et du Paysage di Blois. L'importanza che il suo corso di studi attribuisce agli stage lo ha portato a lavorare in strutture molto diverse: per quattro mesi in piccoli studi francesi a Vannes e per cinque mesi in grandi strutture cinesi a Shenzhen. Dedica il tempo libero soprattutto nella vita della comunità dell’École Nationale Superieure de la Nature et du Paysage tramite l'associazione degli studenti, l’AIEP, di cui è membro attivo occupandosi della: gestione eanimazione nella caffetteria, dell’organizzazione di eventi, del club del cinema, della preparazione di gite extrascolastiche...

PIANTE DEL GIARDINO

Agastache foeniculum ‘Black Adder’
Anthemis frutescens
Arabis caucasia ‘Variegata’
Artemisia absinthium
Ipomea alba
Ipomea batatas ‘Blacky’
Ipomea batatas ‘Marguerite’
Ipomea leari ‘Azur’
Kochia  scoparia ‘Childsii’
Molucella laevis
Neoregelia ampullacea
Neoregelia schultesiana ‘Variegata’
Nicotiana sylvestris
Phygelius aequalis ‘ Snow Queen’
Saccharium officinarium ‘Purple’
Sedum sp.
Senecio confusus
Thunbergia alata ‘White’
Tillandsia balbisiana
Tillandsia brachycaulos ‘Abdida’
Tillandsia butzii
Tillandsia cyanea
Tillandsia fasciculata
Tillandsia flabellata
Tillandsia juncea
Tillandsia leiboldiana
Tillandsia tricolor ‘Melanocrater’
Tillandsia usneoides
Tillandsias baileyi
Tropaeolum majus ‘Red Wonder’