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Il giardino

Il concetto alla base di questo giardino è ispirato al tema del festival di quest’anno, «Body and Soul», e stabilisce un legame con l’omonima canzone jazz, mirabilmente interpretata da Billy Holiday. Il giardino rende omaggio alla vita della cantante, segnata da un amore tragico e da un debole per l’eroina. Billie Holiday (1915-1959) ricevette il celebre soprannome di Lady Day da Lester Young, con cui iniziò la carriera nel 1936. Nonostante la mancanza di una formazione tecnica, la sua straordinaria dizione e le inimitabili interpretazioni, di spiccata intensità drammatica, hanno fatto di Billie Holiday un’interprete jazz leggendaria. Nella sua autobiografia Billie spiega: «cantare “The man I love” o “Body & Soul” non è diverso dal sedersi a gustare un’anatra caramellata, e io amo l’anatra caramellata, ho vissuto canzoni come quelle».
 
Un Hommage à Lady Day (Un Omaggio a Lady Day) è un ibrido tra un giardino e una sala jazz. La scena si compone di un prato di papaveri dai colori pastello, su cui si trovano soltanto un pianoforte a coda nero laccato e un microfono, intimi e atemporali. L’intero prato è racchiuso da un grande sipario nero che forma una sobria cortina intorno al giardino dalle tinte chiare, un oscuro carapace che protegge un cuore tenero.
Il visitatore, invitato a ripararsi alla fresca ombra del padiglione d’ingresso, si accomoda su uno dei comodi divani Chesterfield. Il padiglione si estende per tutta la larghezza del giardino e forma una larga finestra di fronte alla quale si dispiega il prato fiorito. L’ambiente del padiglione ricorda quello di una sala jazz: scuro, rilassato, intimo ed esclusivo, invita a un momento di riposo e meditazione, in contrasto con la generale frenesia del festival circostante. Inoltre grazie al livello rialzato il padiglione offre una posizione d’osservazione privilegiata rispetto al prato, come un giardino zen giapponese. A partire dal piano, attraverso il prato, si diffonde l’aria di «Body & Soul». Lady Day è presente, riempie il giardino della sua musica inebriante. Si stabilisce una relazione personale e diretta tra l'artista e il pubblico, legati dalla musica.
Il prato è dominato dai papaveri, un’allusione alla dipendenza dell’artista, circondati però da un assortimento di piante annuali delle stesse tonalità, che assicurano una fioritura continua per tutto il periodo del festival, da fine aprile a ottobre. Il prato è l’unico elemento colorato della scena, una tenera tavolozza di rosa tenui e bianchi, che contrastano profondamente con il resto del giardino, tutto nero.
L’associazione di ombra e luce, musica malinconica e colori chiari incastonati in una cornice d’ebano, produce un’immagine insolita, un’esperienza intensa e romantica per il visitatore. La creazione di queste esperienze romantiche e ibride è un tema ricorrente nell’opera dei paesaggisti dello studio Strootman.

Progettisti

STROOTMAN LANDSCHAPSARCHITECTEN BV -Anne ZARAGOZA, Jasper SPRINGELING, Berno STROOTMAN e Matthijs WILLEMSEN-
PAESI BASSI
 

Da sinistra a destra: Anne Zaragoza, Jasper Springeling, Berno Strootman e Matthijs Willemsen

Anne Zaragoza è nata a Nantes, in Francia, nel 1982. Dal 1999 al 2002 ha studiato all’École Supérieure des Beaux-Arts a Marsiglia, poi, fino al 2006, si è formata nell’architettura del paesaggio a Versailles e a Edimburgo. Nel 2006 ha collaborato all’ideazione e alla realizzazione del giardino che ha partecipato al festival Transmusicales di Rennes. Ha acquisito un’esperienza professionale internazionale in seno a studi di San Francisco, Edimburgo, Milano e Anversa. Dal 2007 lavora presso lo studio Strootman ad Amsterdam, su diversi progetti paesaggistici in aree rurali e urbane, con tematiche che vanno dall’assetto del territorio alla progettazione di giardini.

Jasper Springeling è nato a Vlaardingen, nei Paesi Bassi, nel 1972. Ha studiato progettazione grafica dal 1999 al 2002 alla Gerrit Rietveld Academie di Amsterdam e alla Willem De Kooning Academie di Rotterdam. Partendo dalla sua esperienza di grafico, realizza diverse opere a tema per eventi, immagini in movimento e, naturalmente, progetti grafici. Prima di unirsi all’equipe dello studio Strootman nel 2007, ha collaborato con numerosi giovani creatori di vari orizzonti, per la realizzazione di progetti d’arte e di comunicazione.

Berno Strootman è nato a Enschede, nei Paesi Bassi, nel 1961. Ha studiato architettura del paesaggio all’università di Wageningen dal 1980 al 1988. Ha lavorato per diversi studi di progettazione prima di avviare la propria attività con Strootman Landschapsarchitecten ad Amsterdam nel 2002. Lo studio  riunisce architetti del paesaggio, urbanisti, architetti, designer indutriali e grafici. Esplora le zone di transizione, in cui l’architettura del paesaggio si incontra con l’urbanistica, la storia culturale, l’ecologia, l’arte e l’architettura. Questa esplorazione porta lo studio a lavorare su opere diverse, dalla progettazione di piani regionali a quella di parchi, tenute, piazze e giardini, in zone rurali o urbane, dalla ricerca alla realizzazione. Strootman collabora regolarmente con esperti di altre discipline della gestione del territorio. Caratteristica del lavoro di Berno Strootman e del suo team è quella di fondere profondità analitica e visione d’insieme. L’approccio di questo progettista, razionale e accademico nella fase di analisi e concezione del progetto, diventa artistico e ludico in quella dello sviluppo. La produzione dello studio è per definizione concettuale ma sempre orientata verso la costruzione pratica. Alla fine ciò che conta è quello che si deve costruire. Tra i progetti dello studio citiamo l’aeroporto della regione olandese di Twente, lo sviluppo urbano della tenuta di Ede, il parco Stakenkamp a Oldenzaal, Smithfield Plaza a Dublino, lo sviluppo urbanistico e paesaggistico di Wieringerrandmeer che comprende un nuovo lago di 650 ettari, 1.845 abitazioni, ponti, viadotti, chiuse e spiagge, le proprietà di Schoonloo e Steenbergen, i progetti di gestione delle zone naturali di Strubben Kniphorstbosch e Ballooërveld, la passeggiata di Oldenzaal, la sistemazione della foresta di Dorst, il parco di purificazione dell’acqua di Lankheet, il progetto per il paesaggio della regione Drentsche Aa. Berno Strootman è anche docente visitatore all’Accademia di Architettura di Amsterdam e ha insegnato presso le università di Larenstein e Wageningen. È l’autore dell’opera De Landschapsstad (Città paesaggio).

Matthijs Willemsen è nato a nei Paesi Bassi, nel 1966. Dal 1991 al 1995 ha studiato architettura del paesaggio all’università di agraria di Wageningen. Ha lavorato come architetto paesaggista e designer urbano per l’agenzia G&P a Milano, poi per l’amministrazione comunale di Haarlemmermeer nei Pesi Bassi e infine per la città di Amsterdam. Dal 2008 lavora con lo studio Strootman ad Amsterdam, come designer/architetto responsabile di progetto, nel settore dello sviluppo urbano e dell’assetto del territorio, a scale diverse.

PIANTE DEL GIARDINO

Anemone x hybrida ‘Honorine Jobert'
Argemone grandiflora
Cosmos bipinnatus 'Purity'
Cosmos bipinnatus 'Radiance'
Echinacea purpurea 'Primadonna'
Gypsophila paniculata
Lavatera trimenstris ‘Silvercup'
Liatris spicata
Malva alcea
Myosotis sylvatica
Papaver nudicuale 'Flamenco'
Papaver orientale
Papaver rhoeas 'Falling in Love'
Papaver somniferum 'Big Pod'
Phloxdrummondii 'Alba'

Sur le web