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Edizione 2023 - Giardino resiliente
09

Brèche

Festival International des Jardins

Il giardino

La breccia, risultato dei movimenti della terra, rende visibile la potenza delle piante, protagoniste della resilienza. Valorizza l’evoluzione delle piante spontanee e la coesistenza di varie specie. Ispirandosi alla meccanica delle piene e delle magre della Loira, il giardino propone tre ambienti attorno a una breccia: la foresta alluvionale, le spiagge e le banchine. “È vicino all’acqua che ho meglio compreso che il fantasticare è un universo in emanazione”, scriveva Gaston Bachelard nel suo saggio sull’immaginario della materia intitolato L'eau et les rêves (L’acqua e i sogni).

La gamma vegetale si ispira alla valle della Loira, associando piante indigene adatte al clima e piante selvatiche. In ogni ambiente, una matrice di circa tre vegetali per strato offre sorprese, elementi isolati e singolari da contemplare. Il giardino viene gestito secondo i principi della sintropia sviluppata da Ernst Götsch, agricoltore pioniere in Brasile. Si tratta, per il mondo vivente, di tendere verso una maggiore organizzazione e una crescente complessità. Questo tipo di gestione permette di prendere in considerazione le sfide poste dallo sviluppo sostenibile e dalla biodiversità, combinando una diversità importante delle piante.

PROGETTISTI

COLLECTIF BRÈCHE -Sébastien LATXAGUE, architetto giardiniere, Louise GRALL-VIGNERON, artista illustratrice, Lorraine LEFORT, artista pluridisciplinare, e Elisabeth BOSCHER, architetta-
FRANCIA
 
 

Elisabeth Boscher è un’architetta abilita alla direzione dei lavori svolti in proprio. Ha studiato presso la Scuola Nazionale Superiore di Architettura (ENSA) di Parigi-La Villette dove ha incontrato Sébastien e la Technische Universität di Berlino. Ha lavorato in particolare con Bernard Tschumi e nell’Atelier Georges, agenzia per la quale collabora attualmente tra le sedi di Nantes e Montreuil. La sua area di competenza si è arricchita di formazioni in paesaggio e giardino presso la Scuola Nazionale Superiore di Paesaggio (ENSP) di Versailles, dove ha incontrato Louise e Lorraine. Nell’ambito del concorso internazionale Europan, le sue riflessioni sul grande territorio sono state premiate con un progetto preselezionato nella sezione 15 “Città Produttive” quindi con un progetto menzione speciale realizzato in associazione con Rerum Architectes nella sessione 16 “Città Viventi”. Si lancia in una ricerca di frugalità, attraverso una pratica concreta sul campo, un’attenzione per le cose esistenti e l’impiego di materiali locali al fine di costruire progetti sostenibili, desiderabili e radicati nei loro territori.

Originaria della regione angioina, Louise Grall-Vigneron fa, fin da bambina, passeggiate lungo le rive della Loira. Inizia i suoi studi di classi preparatorie di lettere quindi di comunicazione a Nantes presso SciencesCom. Durante i suoi anni di Master, coltiva la sua passione per l’arte dell’immagine: illustrazione, video e fotografia diventano i suoi strumenti prediletti.  Inoltre, riscopre il piacere di lavorare all’aperto durante una missione di servizio civico presso Veni Verdi. Il potenziale sociale dei giardini, mescolato con un interesse per l’ecologia e il mondo vivente la spingono a proseguire su questa strada seguendo una formazione di creazione di tisane presso la fattoria urbana di Neder-over-Heembeek, vicino a Bruxelles. Nel 2022, segue la formazione continua di progettazione di giardini paesaggistici della Scuola Nazionale Superiore di Paesaggio (ENSP) di Versailles dove incontra Lorraine, Sébastien e Elisabeth, assieme ai quali forma il Collectif Brèche. Per pensare il giardino, invoca un immaginario fantastico che le permette di adottare vari punti di vista nei quali l’uomo non è il centro del mondo. Il suo approccio è guidato dalla volontà di creare coabitazioni tra gli esseri viventi: preservare la ricchezza degli ambienti offrendo un posto equo a ogni elemento che li compone. L'empatia, l’inclusività e la curiosità sono strumenti che sceglie per aprire brecce nel calcestruzzo.

Nata nella primavera 1993 a Nancy, Lorraine Lefort è titolare di una laurea in Storia dell’Arte conseguita presso la Scuola del Louvre. Questi primi studi le permettono di scoprire le forme assunte dalla creazione umana in spazi geografici diversi nel tempo, aprendole quindi numerose prospettive di pensare e fare. Dopo un viaggio di diversi mesi in Nepal, inizia un master di Fotografia ed Arte Contemporanea presso l’Università di Parigi 8 (Vincennes-Saint Denis). Vi sviluppa un lavoro allo stesso tempo plastico e teorico che tratta dell’ecologia delle immagini, della porosità dei simboli e di animismo. Il suo lavoro pluridisciplinare mescola il collage, il suono, il video, la fotografia analogica, e le parole. Particolarmente desiderosa di migliorare la vita quotidiana vissuta dagli abitanti delle metropoli, e di mettere la sua creazione al servizio del mondo vivente, inizia nel 2021 la formazione continua della Scuola Nazionale Superiore del Paesaggio (ENSP) di Versailles dove incontra Elisabeth, Louise e Sébastien. Pensando il giardino come un cosmo in evoluzione e sviluppando la connessione intima all’ambiente, vuole partecipare alla decentralizzazione dello sguardo occidentale proveniente dalla modernità, permettere una riconnessione a cicli che sembrano essere scomparsi dalle nostre vite ed incoraggiare il cambiamento di paradigma, verso un’esperienza vissuta del mondo rinvigorita e ricongiunta agli esseri umani e non mediante l’empatia e lo stupore.

Sébastien Latxague
"Sono cresciuto nei Paesi Baschi dove adoravo andare a spasso nella foresta d’Iraty alla ricerca di tracce di cinghiale nella terra umida. Nel 2007, guidato dall’amore del lavoro manuale e dalla passione per il disegno, ho iniziato la mia vita professionale a Parigi in quanto modellista in una prestigiosa agenzia. Questo primo contatto con l’architettura ha suscitato la mia curiosità. Ho iniziato a studiare presso la Scuola Nazionale Superiore di Architettura (ENSA) di Parigi-La Villette e ho avuto l’opportunità di partire, nell’ambito di uno scambio universitario, a Tokio Meiji per studiare l’urbanistica e scoprire un nuovo punto di vista culturale. Ho ottenuto nel 2014 il mio diploma sul tema della transizione urbana in Seine-Saint-Denis con il disegno di una passeggiata alberata, un progetto decisamente paesaggistico. Disegnerò poi, durante vari anni, edifici di alloggi sociali in un’agenzia di architettura che condivide i miei valori. Vivendo in una città che non smette mai di costruire nuovi edifici, sento un forte bisogno di riprendere sempre fiato. Sedotto dalla cultura e dalla sensibilità nipponica, decido di tornarci nella primavera 2018 per visitare i giardini più belli dell’arcipelago. Al ritorno da questo viaggio, la bellezza della natura diventa l’unica materia che mi appassiona. Questa aspirazione a un nuovo impulso si traduce anche nella relazione intima che intrattiene l’architettura con il giardino e il paesaggio. Oltre il mio lavoro di architetto, seguo corsi serali sui giardini e studio per ottenere un baccalaureato professionale in pianificazione paesaggistica presso la Scuola du Breuil. Questo apprendistato mi riporta alle mie origini e conferma il mio crescente interesse per i giardini. Durante l’estate 2021, ho lasciato la mia attività di architetto per raggiungere l’Atelier Miroardo dove progetto e sperimento la piantagione nelle aree giardinate. Infine, seguo la formazione di progettazione e creazione di giardini paesaggistici presso la Scuola Nazionale del Paesaggio (ENSP) di Versailles dove ho incontrato gli altri membri dell’equipe e fondato assieme a loro il Collectif Brèche. Il mio percorso è un continuo cammino verso la natura e un ritorno alle origini che permette la resilienza di un soggetto sradicato."

GIARDINO CREATO CON IL SOSTEGNO DI

Atelier Miroardo, Atelier de Paysages

Kintail