Passa al contenuto
Stagione d’arte 2022

Fabienne Verdier

"Jeux d’eau au jardin, 2021"
Cour de la ferme

Approccio artistico

Nutrita dalle vivaci fonti della tradizione pittorica cinese e da uno sguardo intensamente sensibile al sussulto del mondo, la pittura sviluppata da Fabienne Verdier dalla fine degli anni ‘80 non ha mai smesso di esplorare l’universo delle forme elementari e di farci intravedere le molteplici parentele, inaudite ma chiare una volta svelate, tra il materiale e lo spirituale, il singolare e l’universale, la natura più intima e quella abitata. Le sue tele, frutto di una riflessione approfondita, sono “immagini del pensiero” e frammenti condensati del visibile allo stesso tempo. Un’osservazione meticolosa, un ascolto infinitamente attento, una meditazione in cui ogni momento del mondo vibra riproducendo un suono unico, presiedono al disegno di ognuna di esse, la cui semplicità viene solo dopo una lunga ascesi. Per percepire l’unità cosmica occorre liberarsi; come ha fatto l’artista; ogni opera offerta alla contemplazione dello spettatore invita a inoltrarsi in questo percorso di trasformazione dello sguardo e di se stessi.

Il quadro presentato alla Tenuta di Chaumont-sur-Loire avrebbe potuto essere intitolato “Le saut du crapaud” (il salto del rospo). Il titolo è stato scartato perché avrebbe potuto far sembrare il lavoro aneddotico di primo acchito, ma se considerato attentamente, fa luce su ciò che stiamo vedendo. Con una moltitudine di cerchi arrotolati in vortici vertiginosi, il quadro reca l’impronta trasformata di un tale evento, che lo ha generato e di cui costituisce, più che un ricordo, un segno del passaggio, portato alla dimensione cosmica di una forma universale. Vortex (Vortice), termine latino che significa “vortice d’acqua”, nell’”esperimento di linguaggio” condotto congiuntamente da Alain Rey e Fabienne Verdier per il cinquantesimo anniversario del celebre dizionario Petit Robert nel 2017 è accostato a quello di “voce”. “In un’elica di fuoco sull’azzurro del silenzio, la voce umana. Una scia leggera conduce ad essa: respiro, sospiro, soffio. [...] Fonte del canto, della parola, servo del pensiero, dispensatore di emozioni, alleato e avversario della ragione, il suono vocale è un’immersione, un vortice, un turbinio dell’essere”, scrive l’immenso linguista francese, scomparso nell’ottobre 2020.

Cosa ci dicono questi turbinii? Che tipo di percorso apre o indica la loro voce? Il fiume in oggetto inizialmente è quello che scorre vicino alla casa-studio dell’artista a Hédouville nel Vexin, in Val-d’Oise. Qui, nella sala della Corte Agnès Varda, vicino alla Loira, questi turbinii offrono le loro risposte, in pittura, a quelli che ribollono nella parte bassa della Tenuta. Dal ponte che collega la riva di Onzain a quella di Chaumont, se ne vedono di simili, creati dalle zolle di terra e dalle pietre che affiorano. La loro effervescenza fa felici le imbarcazioni leggere all’uscita da un rafting. Al contemplativo, sembrano sussurrare che “le forme immobili non sono a riposo, si muovono, “viaggiano” nello spirito [...] abbracciando tutte le forme e l’informe stesso, il mondo dei segni, di quelle materialità ideali, di quelle idealità concrete, che sanno far nascere, proiettare, far vivere e viaggiare il senso”, nelle parole di Alain Rey (Le Voyage des formes : l’art, matière et magie, 2014).

“Ho l’intuizione che esista una topografia comune tra il movimento interno del corpo umano e il corpo del mondo, la fluidità del sangue e quella delle acque delle cascate o dei fiumi. [...] Invito l’occhio dello spettatore a muoversi con me sulla tela e vorrei che fosse sensibile all’energia in movimento che sto cercando di catturare, al punto da invitarlo ad abbandonare la cornice del quadro! Forse è per questo che distruggo i quadri che non mi sembrano giusti e che non offrono respiro agli altri. Tengo solo ciò che apre, ciò che si incarna”, dichiara Fabienne Verdier (La Croix L’Hebdo, 30 giugno 2020). Lungi dall’esserci estraneo, il salto di un rospo può aprire una finestra sulla nostra anima. Il turbine che produce è l’opportunità per un’esperienza metafisica e poetica.

“Che si consideri la singolarità che definisce il turbinio”, propone il filosofo Giorgio Agamben: “si tratta di una forma che si è separata dal flusso d’acqua di cui faceva parte e a cui, in un certo senso, appartiene ancora; una regione autonoma chiusa in se stessa che obbedisce a leggi proprie; pur rimanendo strettamente legata all’insieme in cui è immersa, è fatta della stessa materia che si scambia continuamente con la massa liquida che la circonda. È un essere in sé e tuttavia non c’è una goccia che non gli appartenga, la sua identità è assolutamente immateriale”. Per il pensatore, questo fenomeno naturale può informarci su noi stessi, aiutarci a idearci e posizionarci: “Il soggetto non deve essere pensato come una sostanza, ma come un turbinio nel flusso dell’essere. Non ha altra sostanza che quella dell’essere unico, ma, in relazione a quest’ultimo, ha una figura, una materia e un movimento che gli sono propri” (Le feu et le récit, 2014). Di eco in eco, questi vortici, nell’acqua e nella pittura, ci portano al nostro posto nel tessuto vivente del mondo. Formano un coro con i “Vers dorés” di Gérard de Nerval: “Tutto è sensibile! - E tutto ciò che riguarda il tuo essere è potente!” (Les Chimères, 1854).

DATI BIOGRAFICI

Fabienne VERDIER
FRANCIA
 
 

Fabienne Verdier nasce in Francia nel 1962. Fin dai suoi studi alla scuola di Belle Arti, il suo percorso artistico si contraddistingue per il confronto con sistemi di pensiero di diverse culture ed epoche.

Il suo processo creativo si nutre di un’ibridazione di conoscenze e si manifesta mediante invenzioni tecniche (pennelli enormi, unioni di smalti, schizzi filmici). Dopo gli studi alla scuola di Belle Arti, prosegue il percorso di formazione in Cina dal 1983 al 1992 accanto a grandi maestri. Si immerge poi per diversi anni nelle opere dei pittori espressionisti astratti per realizzare una serie di dipinti per la Fondazione H. Looser di Zurigo. Dal 2009 al 2013, si confronta con la pittura dei primitivi fiamminghi (Van Eyck, Memling, Van der Weyden) e crea una mostra con il Groeninge Museum di Bruges. Nel 2014, allestisce uno studio alla Juilliard School di New York, che accetta, per la prima volta, un laboratorio di ricerca sulle onde sonore e pittoriche. Dal 2015 al 2017, collabora con Alain Rey per l’edizione del cinquantesimo anniversario del dizionario Petit Robert e realizza 22 dipinti che celebrano l’energia creativa del linguaggio. Nel 2019, il Museo Granet di Aix-en-Provence le dedica una retrospettiva che ripercorre la carriera dell’artista dal suo ritorno dalla Cina alle sue ultime opere realizzate nelle cave di Bibémus, di fronte alla Montagna Sainte-Victoire. Lo stesso anno, dopo aver completato una serie di dodici opere, uno dei suoi dipinti venne scelto dalle Poste francesi per creare un francobollo.

Fabienne Verdier è rappresentata dalla Galerie Lelong & Co. (Parigi e New York).

COLLEZIONI PUBBLICHE

Centre National des Arts Plastiques, Paris, France
Collection Hubert Looser, Zurich, Switzerland
Collection Pinault, Château Latour, Pauillac, France
Kunsthaus Zürich, Zurich, Switzerland
Ministère de l’Équipement (Direction de l’Architecture), Paris, France
Ministère des Affaires Étrangères, Paris, France
Ministry of Culture, Beijing, China
Musée Cernuschi, Paris, France
Musée de la Poste, Paris, France
Musée Granet, Aix-en-Provence, France
Musée National d'Art Moderne, Paris, France
Palais de l’Assemblée Nationale, Paris, France
Pinakothek der Moderne, Munich, Germany
The Juilliard School, New York, USA
Tour Majunga, La Défense, Paris, France

MOSTRE PERSONALI

2020
Ainsi la nuit, LIAIGRE, Paris, France
 
2019
Sur les terres de Cézanne, Musée Granet, Aix-en-Provence, France
Autour d’un timbre, Galerie Lelong & Co., Matignon, Paris, France
 
2018
Fabienne Verdier - Vide Vibration, Galerie Alice Pauli, Lausanne, Switzerland
Ainsi la nuit, Galerie Lelong & Co., Paris, France
 
2017
Rhythms and Reflections, Waddington Custot Galleries, London, United Kingdom
L’expérience du langage, Musée Voltaire de la Bibliothèque de Genève, Switzerland
Silencieuses coïncidences, Galerie Lelong & Co., Paris, France
 
2015
Fabienne Verdier, Galerie Alice Pauli, Lausanne, Switzerland
 
2014
The Ink Discipline, Alisan Fine Arts, Hong Kong
Fabienne Verdier, Crossing Signs, Hong Kong City Hall - Exhibition Hall, Hong Kong
 
2013
Fabienne Verdier, Art Plural Gallery, Singapore
Spirit of Painting (notes and notebooks), Erasmus House, Brussels, Belgium
Hommage aux maîtres flamands, Groeninge Museum, Bruges, Belgium
Energy Fields, Galerie Jeanne Bucher Jaeger, Paris, France
 
2010
Peinture/Painting, Galerie Jeanne Bucher Jaeger, Paris, France
 
2005
Fabienne Verdier - Abstraction spontanée, Galerie Alice Pauli, Lausanne, Switzerland

MOSTRE COLLETTIVE

2020
TRANSFORMACIONES - Mujeres artistas entre dos siglos, Fundación CajaCanarias, Santa Cruz de Tenerife, Spain
 
2019
Un autre œil : d’Apollinaire à aujourd’hui, Musée de l’hospice Saint-Roch, Issoudun, France
Un autre œil : d’Apollinaire à aujourd’hui, Musée de l’abbaye Sainte-Croix (MASC), Les Sables d’Olonne, France
 
2018
Restless Gestures, National Museum of Art, Architecture & Design, Oslo, Norway
Picasso. Gorky. Warhol. Sculptures and Works on Paper. Hubert Looser Collection, Kunsthalle, Krems, Austria
Un autre œil : d’Apollinaire à aujourd’hui, Lieu d’Art et Action Contemporaine, Dunkerque, France
 
2017
Talking Lines : Fabienne Verdier meets Sigmar Polke, Pinakothek der Moderne, Munich, Germany
Passion de l’Art, Musée Granet, Aix-en-Provence, France
 
2016
The World meets here, Custot Gallery Dubai, Dubai, United Arab Emirates
Rodin – Giacometti | Pollock – Twombly | Rothko – Serra … The Looser Collection. Dialogues., Museum Folkwang, Essen, Germany
 
2015
Köningsklasse III, Pinakothek der Moderne, Munich, Germany
 
2014
Formes simples, Centre Pompidou, Metz, France
Köningsklasse II, Pinakothek der Moderne, Munich, Germany
 
2013
Die Sammlung Hubert Looser, Kunsthaus Zürich, Switzerland
 
2012
Die Kunst der Entschleunigung - Bewegung und Ruhe in der modernen Kunst, Kunstmuseum Wolfsburg, Germany
My Private Passion – Foundation Hubert Looser, Bank Austria Kunstforum, Vienna, Austria
 
2011
Not For Sale, Passage de Retz, Paris, France
 
2010
elles@centrepompidou, artistes femmes dans les collections du Centre Pompidou, Centre Pompidou, Paris, France

Sur le web