Approccio artistico
Le sue prime opere hanno preannunciato gli inizi dell’arte concettuale. Da oltre 60 anni, Bernar Venet crea ai margini delle tendenze tradizionali, tracciando un perimetro singolare e ineguagliabile con un’opera dopo l’altra. L’artista, che si è fatto conoscere a New York prima di essere riconosciuto a Parigi, segue un percorso creativo esemplare, alla ricerca dell’opera che neutralizzi la sua inestinguibile insoddisfazione.
A partire dalla metà degli anni Settanta, Bernar Venet ha presentato una serie di sculture note come Lignes indéterminées (Linee casuali, 1979), seguite da sculture a forma di arco in acciaio corten, che sono state successivamente esposte in verticale, in orizzontale, in modo geometrico o disordinato, Surfaces indéterminées (saturazione dello spazio con linee casuali) o Gribs (per scarabocchi), linee tracciate con un gesto vivace prima di essere realizzate in acciaio. Queste sono le opere più conosciute, che hanno lasciato un segno indelebile nello spazio pubblico in Francia e in molti altri Paesi europei, asiatici e americani. Tuttavia, Bernar Venet vuole essere definito solo come artista, poiché il termine scultore sembra riduttivo per una persona che si esprime attraverso il disegno, la pittura e la scultura quanto attraverso la poesia, la fotografia, la performance art e la musica.
Alla Tenuta di Chaumont-sur-Loire, l’artista presenta diverse sculture emblematiche della sua ossessione matematica. “Il mio lavoro deriva sempre da concetti che appaiono antagonisti, ma che preferisco definire complementari. È il mio modo di pensare, il mio metodo per scoprire diverse soluzioni applicabili alla storia della scultura”. (L’Hypothèse de la gravité, Louvre Lens, 2022) Liberate oggi dalle “tradizioni costruttiviste della composizione intuitiva, così come dalle disposizioni seriali e prestabilite degli artisti dell’Arte Concreta e Minimale”, ormai convenzionali, le sue sculture suggeriscono “la casualità come regola del gioco”.
DATI BIOGRAFICI
Bernar Venet è una figura di spicco della scena artistica internazionale. Nato nel 1941 a Château-Arnoux-Saint-Auban, nella regione francese delle Alpi dell’Alta Provenza, manifesta sin da piccolo la sua vocazione per l’arte.
A partire dal 1966 trascorre la maggior parte del suo tempo a New York, pienamente integrato nella generazione pionieristica dell’arte minimale e concettuale. Espone accanto a Sol LeWitt, Donald Judd, Carl Andre e Dan Flavin, incontra Marcel Duchamp e gioca a ping pong con On Kawara. Ben presto entra in contatto con i matematici della Columbia University e introduce le nozioni matematiche nel suo lavoro, in particolare nelle sue sculture (Arcs, Angles, Lignes Obliques), sulle quali fa incidere la loro “identità matematica”.
Particolarmente noto per le sue opere monumentali in acciaio corten, il suo lavoro ha continuato a fiorire ed essere celebrato in campi diversi come la pittura, la performance, la poesia, il suono, il design e la fotografia.
È rappresentato dalla Galerie Perrotin e dalla Galerie Ceysson & Bénétière.