Artista ed aviatore, Alex MacLean fotografa, da parecchi anni, l’evoluzione dei paesaggi americani e denuncia, senza tregua, le numerose “assurdità ecologiche” che segnano il nostro tempo.
Tenta di sottolineare che non si può o non si vuole vedere, “quello che si guarda senza capire, ed in particolare i legami che reggono gli interstizi tra la natura e la città”. Le sue immagini evidenziano “gli effetti del tempo, i movimenti geologici, i sistemi mutevoli dei limiti dei paesaggi, le dispersioni degli insediamenti, la riorganizzazione e lo sconfinamento delle superfici e delle attività”.
Raffigura anche ininterrottamente le ferite della terra rovinata dall’industria e l’inarrestabile distruzione di sontuosi paesaggi.
Le sue immagini, paradossalmente straordinariamente belle, denunciano alcuni eccessi irresponsabili dell’attività umana: cave a cielo aperto o campi petroliferi, le cui viste aeree del fotografo esibiscono, con forza, la dismisura e i pericoli.
DATI BIOGRAFICI
Le sue immagini, paradossalmente straordinariamente belle, denunciano alcuni eccessi irresponsabili dell’attività umana: cave a cielo aperto o campi petroliferi, le cui viste aeree del fotografo esibiscono, con forza, la dismisura e i pericoli.